«Resisteremo fino all’ultimo»: Amos e Terzo a Biserno
Amos Calderoni è di Alfonsine, ha appena 19 anni e comanda la 12ª Compagnia della Brigata Garibaldi Romagna.
È l’aprile del 1944 e la formazione partigiana sta cercando di resistere al grande rastrellamento nazifascista che dalle vallate sta risalendo l’Appennino, lasciandosi alle spalle distruzione e morte.
Amos deve tenere la posizione sopra la strada di Biserno.
L’ordine è semplice e terribile: resistere abbastanza a lungo da permettere agli altri partigiani di sfuggire all’accerchiamento e provare poi ad attaccare il nemico alle spalle.
Con lui ci sono una trentina di uomini e il commissario politico Terzo Lori.
Per età ed esperienza, è Lori l’effettivo comandante sul campo. Già dall’11 aprile ha cercato di rallentare l’avanzata nemica facendo saltare un ponte, per poi disporre le squadre nei pressi della Croce di Biserno e lungo il crinale che domina Ridracoli.
Alle 9:30 comincia la battaglia.
Le armi leggere dei partigiani riescono inizialmente a contenere l’avanzata nemica, ma le munizioni non sono sufficienti.
Una staffetta viene inviata al comando per chiedere armi pesanti e rinforzi.
Ma il tempo sta finendo.
Le forze nazifasciste, aiutate secondo le ricostruzioni partigiane dalle indicazioni di una spia locale, riescono progressivamente ad accerchiare le posizioni dei ribelli.
Si continua a sparare.
Poi anche la mitragliatrice impugnata da Amos si inceppa.
«Lo ha già fatto! Lo ha già fatto la vigliacca!»
Gli incitamenti a resistere continuano fino agli ultimi metri, mentre la posizione diventa ormai impossibile da difendere.
Finalmente arriva il momento dello sganciamento.
I partigiani abbandonano le postazioni e cercano di raggiungere una nuova posizione, attraversando anche tratti di terreno completamente scoperti.
È lì che la mitraglia tedesca li raggiunge.
A mezzogiorno è tutto finito.
Non si sentono più spari né grida.
Sul terreno rimangono dodici partigiani.
Tra loro ci sono anche Amos Calderoni e Terzo Lori, caduti mentre cercano di coprire il ripiegamento dei compagni.
A entrambi verrà conferita la Medaglia d’Oro al Valor Militare alla memoria.
Ma a raccontare meglio di ogni decorazione ciò che accadde quel giorno rimane forse il messaggio inviato al comando poco prima dell’attacco:
«Resisteremo fino all’ultimo. Permetteremo a voi la ritirata, perché di qui i traditori non passeranno, finché un uomo sarà in grado di sparare.»
Amos aveva 19 anni.
Quel giorno a Biserno lui, Terzo e gli altri uomini della 12ª Compagnia rimasero indietro perché altri potessero andare avanti.
Foto 2: Amos Calderoni.
Foto 3: Terzo Lori.
Foto 4-5: i cippi sui luoghi della battaglia.
Foto 6: partigiani a Biserno.










