Renato e Primo, vent’anni davanti a una vigna

Renato Medri e Primo Targhini hanno circa vent’anni e vivono a Gattolino, nella “bassa” cesenate.

Chiamati alle armi, scelgono di disertare e unirsi ai partigiani della zona, entrando nella Brigata Mazzini, formazione di ispirazione repubblicana attiva nel Cesenate.

Nella primavera del 1944 i fascisti locali intensificano i rastrellamenti nella zona del cosiddetto “ferro di cavallo”, cercando di individuare e spezzare la presenza antifascista sul territorio.

Renato e Primo riescono a nascondersi per mesi.

Ma il 13 agosto 1944 vengono scoperti in un rifugio di campagna.

Con loro ci sono alcune armi.

I due giovani vengono immediatamente catturati e legati con le mani dietro la schiena.

I fascisti decidono di non portarli via.

Li conducono davanti a un campo dove si estende una vigna e li fucilano sul posto.

Hanno circa vent’anni.

Poco più di due mesi dopo, Cesena sarebbe stata liberata e molti degli uomini compromessi con il fascismo repubblicano avrebbero cercato la fuga verso nord.

Attorno alla cattura di Renato e Primo rimane ancora oggi una storia mai definitivamente chiarita.

A Gattolino si è tramandato nel tempo il sospetto che a indicare il loro nascondiglio fosse stato il parroco del paese, don Pietro Burchi.

Già allora i sospetti caddero su di lui.

Il sacerdote venne prelevato e condotto a Pieve di Rivoschio, sede del comando partigiano, per essere interrogato.

Fu successivamente rilasciato senza subire violenze, come avrebbe raccontato lui stesso.

Non emersero però elementi sufficienti a dimostrare il suo coinvolgimento e l’accusa rimase nel tempo una voce e un sospetto della memoria locale.

Renato Medri e Primo Targhini, invece, non tornarono più.

Nel luogo in cui vennero uccisi sorge ancora oggi un cippo dedicato ai due giovani partigiani.

Sulla pietra sono incise parole che trasformano quel piccolo pezzo di campagna in un messaggio rivolto a chi sarebbe venuto dopo:

«Non sono morti, vivi nel nostro cuore guidano la marcia di tutto un popolo sulle vie dell’avvenire, verso un mondo più giusto e più bello.»

Una vigna, due ragazzi di vent’anni e un cippo rimasto a indicare il punto in cui furono uccisi.

Renato e Primo non arrivarono a vedere quel mondo più giusto e più bello.

Lasciarono a chi venne dopo il compito di continuare a cercarlo.