Nunziatina, la ragazza ribelle che visse due volte

12 agosto 1944. Il prete di Marzeno si avvicina a un gruppo di fascisti che beve e ridacchia al bar.

Stanno festeggiando perché hanno appena fucilato cinque persone al cimitero di Rivalta.

Il prete chiede se può andare a recuperare i quattro corpi. I fascisti lo guardano straniti:

«Non sono quattro. Sono cinque.»

Ma il prete insiste:

«Là ci sono solo quattro corpi.»

I fascisti perdono la testa. Tornano sul luogo della fucilazione e si accorgono che effettivamente uno dei cinque condannati non c’è più.

È una ragazza di appena 17 anni.

Si chiama Annunziata Verità, detta “Nunziatina”.

È incredibilmente sopravvissuta alla fucilazione. Riesce a nascondersi e, dopo essere sfuggita alla morte, raggiunge i partigiani della Banda Corbari.

Quando Silvio Corbari viene a sapere quello che è successo, va su tutte le furie e vorrebbe scendere verso Marzeno per vendicare immediatamente i fucilati.

È proprio Nunziatina a fermarlo. Gli dice che i fascisti sono ovunque, che la stanno cercando e che una simile azione sarebbe troppo pericolosa.

Da quel momento deve praticamente scomparire.

Grazie ai GAP di Faenza riesce a trovare rifugio e diventa staffetta partigiana con il nome di battaglia “Mallì”. Successivamente viene nascosta al sicuro in un collegio di suore a Forlì.

La guerra finisce, ma per Nunziatina la battaglia non è ancora conclusa.

Nel dopoguerra partecipa ai processi contro gli uomini accusati delle violenze e del tentativo di ucciderla. Ma tra assoluzioni, amnistie e riduzioni delle pene, molti di loro riescono a evitare conseguenze proporzionate a quanto accaduto.

Allora Nunziatina decide di fare una cosa diversa.

Li cerca.

Uno dopo l’altro.

Non per nascondersi più, ma per guardarli in faccia e affrontarli personalmente.

Ottant’anni dopo, gli uomini della Brigata Nera di Faenza protagonisti di quella stagione di violenza non ci sono più.

Nunziatina, invece, ha da poco compiuto cent’anni.

Ed è difficile non immaginarla ancora come quella ragazza ribelle di diciassette anni che, il 12 agosto 1944, visse due volte.

Quando la morte passò da Rivalta, arrivò fino a lei.

E decise di proseguire oltre.