Se n’è andato ieri notte, all’età di 101 anni, Adriano Barbieri.
Colono, mezzadro e partigiano.
Il suo nome di battaglia era “Gallo”.
Nato a Imola il 1° settembre 1924, dopo il servizio militare in fanteria a Ravenna aveva scelto di unirsi alla Resistenza, entrando nel 3° Battaglione della 36ª Brigata Garibaldi “Bianconcini”, attiva sulle alture dell’Imolese.
Gallo partecipò da protagonista a uno degli episodi più importanti della Resistenza su questo tratto dell’Appennino: la battaglia di Monte Battaglia.
Fu infatti il primo partigiano a raggiungere i ruderi della rocca sulla cima del colle, dopo lo scontro con i tedeschi.
Un luogo che sarebbe diventato uno dei simboli della battaglia combattuta tra partigiani, Alleati e tedeschi lungo la Linea Gotica.
Finita la guerra, Adriano non smise di raccontare.
Negli anni continuò a portare la propria testimonianza nelle scuole, negli incontri e nelle iniziative pubbliche, contribuendo a mantenere viva la memoria di quello che lui e i suoi compagni avevano vissuto.
Noi abbiamo avuto la fortuna di incontrarlo due anni fa a Ca’ Malanca, un altro dei luoghi simbolo della Resistenza, teatro degli scontri tra partigiani e tedeschi durante la battaglia di Purocielo.
Oggi anche Gallo se n’è andato.
Se ne va un altro testimone diretto e un altro pezzo della nostra storia migliore.
Ma una testimonianza non scompare necessariamente insieme a chi l’ha custodita.
Rimane nelle parole che ci ha lasciato, nei luoghi che ha attraversato, nelle fotografie, nei racconti e nelle persone che hanno avuto la possibilità di ascoltarlo.
A noi resta il dovere di ricordarlo.
E resta l’impegno a continuare a difendere e trasmettere i valori per i quali Gallo e tanti altri scelsero di combattere quando erano poco più che ragazzi.
Oggi come ieri:
contro ogni fascismo.
Viva la Resistenza.
Viva Gallo.



