Quando a Forlì le donne anarchiche sfidarono anche gli anarchici
Nell’ottobre del 1912 esce a Parma “La donna libertaria”, il primo periodico anarco-femminile pubblicato in Italia e curato dal Gruppo “Maria Rygier”.
Dal febbraio al giugno 1913 la redazione passa a Forlì, con il sottotitolo “Periodico mensile di propaganda educativa e libertaria femminile”.
L’iniziativa non ha precedenti e scuote lo stesso ambiente anarchico, ancora in prevalenza maschile.
“Quanto è nobile l’iniziativa di un manipolo di donne coscienti iniziatrici di questa preziosa pubblicazione.”
Si legge nell’articolo d’esordio, ponendo l’accento sull’urgenza di una buona propaganda tra le donne stesse, considerate:
“Secolari vittime non soltanto della società borghese, ma di tutta una serie di mali, sovente voluti o tollerati dagli uomini… molti fra i quali professanti idee di emancipazione.”
Quasi nulla si sa delle donne che portano avanti il progetto. Gli articoli sono firmati con pseudonimi come “L’amica di Tomasina”, “La parigina”, “L’amica di Libertad” e “La Marianna neo-malthusiana”.
A dirigere il periodico ci sono tre nomi: Adele Dervisi, Marzia Rossi e Irma Guidaloni. Il redattore responsabile è invece un uomo, Armando Sintoni, anarchico forlivese già noto alle autorità.
Nel 1912 era stato arrestato per aver gridato:
“Abbasso la guerra! Abbasso il tricolore!”
Lo aveva fatto rivolgendosi ai soldati che, alla stazione, stavano partendo per la Tripolitania. Sintoni era membro dell’Unione Anarchica Forlivese e, per un suo articolo, sarà condannato a cinque mesi di carcere per complicità in apologia di reato.
“La donna libertaria” uscirà in cinque numeri, poi la redazione, con sede in corso Vittorio Emanuele 40, chiuderà.
Finirà così un’iniziativa unica, capace di mettere lo stesso anarchismo di fronte a tematiche nuove e scomode, come la critica al matrimonio borghese e l’educazione delle madri proletarie.
Un’esperienza durata pochi mesi, ma straordinariamente precoce nel portare al centro del dibattito libertario la voce e l’emancipazione delle donne.



