Popski e quei partigiani romagnoli «dall’aria selvaggia»

La Popski’s Private Army fu un’unità irregolare delle forze armate britanniche comandata da Vladimir Peniakoff, detto “Popski”, caratterizzata dall’utilizzo di jeep modificate sulle quali erano montate mitragliatrici di grosso calibro.

Una formazione di cui si racconta poco, ma che partecipò alla campagna d’Italia e operò insieme ai partigiani romagnoli in diverse azioni, tra cui quelle legate alla salvaguardia della Basilica di Sant’Apollinare in Classe.

Lo stesso Popski lasciò un lungo e affascinante ritratto dei partigiani che incontrò in Romagna:

“Portavano su abiti borghesi i fazzoletti rossi delle Brigate Garibaldi, erano forniti di armi tedesche e avevano un’aria selvaggia.

Il comandante del distaccamento era un muratore, un pezzo di uomo di 33 anni e si chiamava Ateo. Non era un nome di battaglia, essendo stato chiamato così alla nascita in omaggio all’anticlericalismo del padre.

Vi è in Romagna un’antica tradizione di indipendenza e di intolleranza popolare nei riguardi della tirannia. I romagnoli si rivoltarono contro il potere secolare della Chiesa e disprezzavano i poteri governativi.

Dopo l’Unità d’Italia si erano organizzati in cooperative che nemmeno i fascisti erano riusciti a sciogliere.

La serenità con la quale si esponevano al rischio di una fine tra le torture dimostrava quanto più appassionata della nostra fosse la loro determinazione a combattere.

Essi avevano momenti emotivi radicati nell’odio e nella vendetta, impulsi umani che rappresentavano soltanto una piccola parte delle nostre vite.

Essi combattevano nei loro villaggi e per i loro focolari, che erano stati devastati non solo dal nemico straniero, ma anche dai traditori della loro razza: i fascisti repubblicani di Mussolini, per i quali essi nutrivano un disprezzo supremo.”

È lo sguardo di un combattente straniero arrivato in Romagna durante la guerra, che si trova davanti uomini molto diversi dai soldati di un esercito regolare: operai, muratori e contadini che combattono nei luoghi in cui sono nati e vissuti.

E forse è proprio questo l’aspetto che colpisce maggiormente Popski: per lui la guerra sarebbe prima o poi finita con un ritorno a casa. Per quei partigiani, la guerra era già arrivata dentro casa.

Foto 1: partigiani nella Pineta di Classe.

Foto 2: Vladimir Peniakoff “Popski” su una delle jeep della Popski’s Private Army.