Silvio Corbari, l’ultimo re della montagna

Oggi avrebbe compiuto 102 anni Sirio Corbari, detto “Silvio”, comandante della banda partigiana che portava il suo nome.

Su di lui, sui suoi compagni e sulle loro imprese è stato raccontato di tutto. A volte anche con inesattezze, sovrapponendo nel tempo storia, memoria e leggenda.

Perché Corbari appartiene a quella rara categoria di persone che entrano nella leggenda ancora prima di morire.

Nonostante fosse uno dei pochissimi partigiani a firmare le proprie azioni e a muoversi spesso a viso scoperto, la sua presenza veniva segnalata ovunque.

Per le autorità fasciste e per la popolazione Corbari sembrava essere dappertutto, a volte persino in più luoghi contemporaneamente.

Dopo un assalto, un’azione improvvisa o una beffa ai danni dei fascisti, la voce correva rapidamente:

“È stato Corbari.”

Apparentemente introvabile e irraggiungibile, si faceva quasi a gara per essere i primi a dire di averlo visto.

E chi sosteneva di averlo addirittura conosciuto finiva per ricevere, di riflesso, una parte di quell’ammirazione che ormai circondava il suo nome.

Silvio Corbari morì a soli vent’anni, nell’agosto del 1944, dopo un tradimento e una serie di circostanze drammatiche che portarono alla fine del nucleo principale della sua banda.

Con lui morirono Iris Versari, Adriano Casadei e Arturo Spazzoli.

Ma la morte non riuscì a cancellare quella leggenda che era già cominciata mentre era ancora vivo.

Il nome di Corbari continua ancora oggi a riecheggiare tra i monti, i paesi e le piazze della Romagna.

E forse una delle immagini più potenti per ricordarlo rimane quella lasciata dal poeta e partigiano Pino Bartoli:

“Quando la prima sfoglia di sole
spolvera d’oro tutta la campagna
il partigiano muore.

Vicino a lui un popolo di contadini
prega e bestemmia a testa bassa.
Sopra di lui una banda d’assassini
ride con la vergogna in faccia.

Il sole che nasce dà vita alla brezza.
Nudo come Cristo, inchiodato in una treggia,
passa per l’amica campagna
l’ultimo re della montagna.”

Buon compleanno, Silvio.