Persi nella neve, trovarono per caso la Banda Corbari

Una grande nevicata investe Tredozio e tutti i monti circostanti.

L’ex sergente dell’esercito Nello Bandini, insieme a due giovani di Brisighella, sta arrancando nella bufera.

Sono partiti da casa diretti verso il Falterona con l’intenzione di raggiungere e arruolarsi nelle formazioni partigiane, ma nella neve hanno perso completamente l’orientamento.

A un certo punto riescono a scorgere una chiesa sulla cima di un monte.

Si avvicinano e chiedono di poter entrare.

Ad accoglierli trovano un uomo alto, dalla voce grossa. È don Luigi Lombardi, parroco di Santa Maria in Castello, che li fa entrare e permette loro di asciugarsi e scaldarsi davanti al camino.

I tre raccontano al sacerdote dove sono diretti.

Don Luigi allora gli rivela qualcosa che cambia completamente il loro viaggio: non è necessario raggiungere il Falterona per trovare i partigiani. Ce ne sono anche lì vicino, nella zona di Fabbriche.

Viste le condizioni meteorologiche, i tre decidono di cambiare programma e cercare quella formazione.

Si ributtano nella tempesta.

Camminano per un paio d’ore nella neve finché, esausti, si accorgono di essere tornati esattamente al punto di partenza.

Solo il giorno successivo riescono finalmente a raggiungere Fabbriche.

Chiedono informazioni sui partigiani e vengono indirizzati verso un podere chiamato Tramonte, appartenente alla famiglia Versari.

Questa volta li trovano davvero.

È ancora un piccolo gruppo, composto da alcuni giovani delle località vicine e da alcuni slavi. Tra loro c’è anche la figlia del proprietario del podere: Iris Versari.

I tre giovani di Brisighella vengono interrogati e infine accettati nella banda.

Poco tempo dopo arriverà anche un gruppo proveniente dalla zona del Samoggia.

E ogni tanto, a Tramonte, compare anche un giovane di Faenza.

Si chiama Silvio Corbari.

Quel piccolo gruppo disperso tra i poderi delle colline romagnole sarebbe diventato una delle formazioni più conosciute della Resistenza locale: la Banda Corbari.

Per Nello Bandini, però, la storia sarà brevissima.

Il 27 gennaio 1944 viene catturato dai tedeschi a Molinetto di Tredozio. Trasferito prima nelle carceri di Bologna e successivamente a Verona, verrà fucilato il 5 aprile 1944.

Solo poche settimane prima stava vagando nella neve cercando i partigiani sul Falterona.

Si perse nella bufera e, quasi per caso, finì nel luogo dove stava nascendo la Banda Corbari.